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Il Prodotto
(dettagli)
Il nuovo accordo sul capitale delle banche,
noto con il termine di “Basilea
2”, segna una linea di confine
tra il modello tradizionale di impresa ed
il nuovo modello di impresa che tende alla
realizzazione di una struttura competitiva,
solida ed equilibrata.
Questa evoluzione del modello di impresa
indotta da Basilea 2 comporta:
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Per la banca di
misurare il rischio dell’impresa
che accede al credito (capitale di terzi).
Sulla base di regole precise attraverso
un sistema di rating, maggiore rischio
significherà maggiore patrimonio
necessario alla banca per la relativa
copertura, e, poiché il patrimonio
è una risorsa onerosa, ne consegue
che la banca riverserà tale onerosità
(maggior costo) sul tasso di remunerazione
(tasso di interesse) del finanziamento
erogato all’impresa. Questo legame
(rischio-rendimento) influenzerà
in maniera netta le politiche del credito
ed il prezzo applicato ai finanziamenti
erogati alle imprese. |
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Per l’impresa,
che finanzia i suoi investimenti utilizzando
oltre al capitale di rischio (capitale
proprio) anche capitale di credito (capitale
di terzi), di pagare un prezzo tale
da compensare il livello di rischio
(rating) determinato dalla banca finanziatrice:
alle imprese più “rischiose”
saranno associate attese di remunerazione
più alte rispetto alle imprese
più “virtuose”. |
In sostanza Basilea 2 rappresenta
il legame tra la rischiosità dell’impresa,
misurata con i nuovi sistemi di rating,
e la remunerazione del capitale di rischio
della banca necessario a coprire la rischiosità
dell’impresa affidata. Ciò
implica per l’impresa una adeguata
capacità di produrre margini, sia
per far fronte agli interessi passivi che
maturano sui debiti finanziari, sia per
sostenere il rimborso dei finanziamenti
ottenuti nei termini prestabiliti.
In tale nuovo scenario l’impresa non
può porsi solo come soggetto passivo,
ma diviene un importante fattore competitivo
la capacità di gestire in modo adeguato
ed equilibrato il processo di sviluppo aziendale.
Infatti una impresa capace di valutare e
ridurre il suo grado di rischio è
una impresa capace di impattare positivamente
sul proprio rating e di negoziare ed ottenere,
conseguentemente, un minor costo del capitale
di terzi (capitale di debito) anche attraverso,
se del caso, processi di ristrutturazione
economica e finanziaria della impresa stessa.
In altri termini, l’analisi
della gestione finanziaria aziendale, e
non solo economica, diviene fattore discriminante
della capacità imprenditoriale e
manageriale di assicurare continuità
nel tempo all’impresa attraverso un
suo equilibrio economico, finanziario e
patrimoniale.
In tale logica, è cruciale per l’impresa
rappresentare, attraverso una informativa
societaria strutturata: situazioni economiche,
finanziarie e patrimoniali nonché
i suoi piani di sviluppo di medio-lungo
termine, qualora la stessa finanzi i propri
fabbisogni ricorrendo a capitale di terzi
oltrechè ai mezzi propri.
Ciò significa che l’imprenditore,
il manager e i consulenti dell’impresa
dovranno produrre sistematicamente informazioni
strutturate sul:
• Profilo economico
• Profilo finanziario/monetario
• Profilo patrimoniale
della gestione in modo da supportare il
nuovo rapporto banca-impresa; queste informazioni
sono alla base del calcolo del rating dell’impresa.
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| Il prodotto
è un supporto concreto
allo sviluppo di: |
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Conoscenze
e competenze sui modelli e metriche
di gestione del rischio/rendimento
e sugli elementi di valutazione
(rating) applicati dalla banca; |
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Conoscenze
e competenze sulle metodologie
di determinazione e valutazione
del profilo economico, finanziario/monetario
e patrimoniale dell’impresa |
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Conoscenze
sulle iniziative opportune da
porre in essere per attivare un
processo “virtuoso”
di gestione dell’impresa
in linea con i requisiti di rischio/rendimento
richiesti dalla banca; |
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Sistemi
di autodiagnosi anche per valutare
il proprio merito creditizio (rating
aziendale). |
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